Un nuovo approccio alla tecnica del nuoto che integra la biomeccanica classica all’uso della musica e della Musicoterapia

Il progetto nasce da un bisogno che ha due direttrici ben precise: da un lato, modellizzare una metodologia innovativa nell’ambito dello sport e delle disabilità, dall’altro favorire la diffusione di una metodologia sperimentale di allenamento, anche ad alta intensità di lavoro, che integri la biomeccanica classica all’uso della musica.

“La pratica dell’educazione fisica e dello sport è un diritto fondamentale per tutti. Ogni essere umano ha il diritto fondamentale di accedere all’educazione fisica e allo sport, che sono indispensabili allo sviluppo della sua personalità”

Quando parliamo di diritto allo sport ci muoviamo nell’ambito di una multiforme materia, che si compone di regole e consuetudini di natura privatistica, di regole dettate da istituzioni sportive internazionali e nazionali, di norme statali che disciplinano vari aspetti e ricadute dell’attività sportiva in un territorio e, infine, di norme sovrastatali che riguardano la dimensione internazionale dello sport. Il primo documento ufficiale, in ambito Nazioni Unite, in cui si parla espressamente di diritto allo sport è la Carta Internazionale dello Sport e dell’Educazione Fisica dell’UNESCO, (Agenzia specializzata dell’ONU che si occupa di educazione, scienza e cultura) adottata dalla Conferenza Generale nella XX sessione, 21 novembre 1978, Parigi. All’art. 1 della Carta si afferma :“La pratica dell’educazione fisica e dello sport è un diritto fondamentale per tutti. Ogni essere umano ha il diritto fondamentale di accedere all’educazione fisica e allo sport, che sono indispensabili allo sviluppo della sua personalità”.
Ma è con la legge 13/1989 che si attua la “rivoluzione copernicana”, così come definita dalla Corte Costituzionale, che sancisce il “diritto del portatore di handicap ad una normale vita di relazioni”. Nonostante gli sforzi normativi, i progetti che mirano all’inclusione sociale tramite lo sport sono, tuttavia, ancora molto frammentati e risultano essere fortemente territoriali e non inseriti in un’ottica generale.
Il mondo delle persone disabili, nel nostro paese, è per molti aspetti invisibile e sconosciuto, scarsamente sostenuto da servizi specifici e oggetto di pregiudizi e di una visione ancora fortemente discriminatoria. Resta indubbio che il problema debba essere avvertito maggiormente, anche data la rilevanza nell’ambito del sistema delle statistiche italiane.

La soddisfazione per le principali dimensioni della vita sociale tra le persone con disabilità è un tema difficile da misurare e analizzare, poiché spesso con le statistiche si fa una fotografia istantanea. L’organizzazione proponente ha voluto ragionare sullo sviluppo di un modello educativo e sportivo di tipo “nessuno escluso” e multidimensionale, dando un carattere di forte innovatività alla proposta in oggetto.
Un altro aspetto cardine del progetto è la diffusione di una metodologia fortemente innovativa, nell’ambito della pratica natatoria, a partire dalla base (I, II, III e IV livello), fino all’avviamento e pratica dello sport ad un livello agonistico.
Fra gli sport più praticati sono da segnalare ginnastica, aerobica, fitness e cultura fisica (25,2% degli sportivi, pari a 5 milioni 97 mila persone), il calcio (23%, 4 milioni 642 mila persone) e gli sport acquatici (21,1%, 4 milioni 265 mila persone).
Il nuoto è lo sport più diffuso tra i bambini fino a 10 anni (43,1%), il calcio tra gli under35 (33,6%), ginnastica, aerobica, fitness e cultura fisica tra gli adulti fino a 59 anni e sopra i 60 anni (27,4%).

La pratica degli sport acquatici, ed in modo particolare delle discipline di nuoto, pallanuoto, tuffi e sincro, nel corso degli ultimi anni ha registrato una costante diffusione nella popolazione italiana in tutte le fasce di età, quale risultato delle performances sportive e del lavoro di promozione e organizzazione delle attività agonistiche svolto dalla Federazione. Ad oggi, la pratica natatoria in Italia – secondo le statistiche ufficiali ISTAT 2011 – riguarda 3,9 milioni di soggetti (fra praticanti e tesserati); soglia che si innalza sensibilmente fino ai 5,5-6 milioni di soggetti includendo coloro che non praticano abitualmente l’attività (meno di quattro volte al mese) e coloro che si recano in piscina per attività di fitness.

Nella pratica sportiva il risultato è influenzato da molteplici fattori di natura tecnica, fisiologica e psicologica. Tra quest'ultimi un indiscusso ruolo è ricoperto dalla capacità dell'atleta di controllare e modulare lo stato di attivazione psicofiosiologica ("arousal").

L’iniziativa avrà lo scopo di coniugare al sistema di tutti i principi biomeccanici e al sistema dei metabolismi energetici, l’uso della musica.
Nella pratica sportiva, anche di carattere agonistico, il risultato è influenzato da molteplici fattori di natura tecnica, fisiologica e psicologica. Tra quest'ultimi un indiscusso ruolo è ricoperto dalla capacità dell'atleta di controllare e modulare lo stato di attivazione psicofiosiologica ("arousal") nel contesto di gara e/o di pre-gara al fine di ottimizzare la propria prestazione.
L'applicazione di stimolazione sonora (musicale strutturata o, più in generale, suoni naturali e/o prodotti dall'uomo) di "colore" e natura affettivamente piacevole per l'atleta, potrebbe essere in grado di agire, modificandolo, il suo livello d'attivazione generale nella direzione di una più vantaggiosa condizione soggettiva di attivazione al fine di procurare, in via subordinata, un incremento della prestazione sportiva.
L'esperienza del progetto contribuirà a elaborare nuove forme di raccordi tra le organizzazioni di Terzo Settore e gli EE.LL. che si occupano di sport e marginalità sociale, per elaborare nuove prassi di intervento, condivise ed integrate, e implementando il capitale sociale del territorio e sviluppando un nuovo processo di governance che ottenga il massimo rendimento delle risorse (materiali ed immateriali).

La metodologia elaborata, unica nel panorama nazionale, applica l'indipendenza ritmica dei quattro arti, la stessa richiesta ai batteristi, per migliorare stile ed efficienza energetica della nuotata.

Il progetto Swim'n'Swing nasce da un’idea di Dario Masala, professionista che attualmente opera nelle piscine di "Lu Fangazzu" (Sassari) e in una piscina della Palestra University (Quartu Sant'Elena) come istruttore FIN, istruttore FINP e istruttore Fisdir (Federazione Italiana Sport Paralimpici degli Intellettivo Relazionali). Masala arricchisce la sua formazione come musicoterapista e musicista jazz funk.
Dalle sue competenze, matura l’idea di promuovere l’attività natatoria con l’ausilio della musica e della musicoterapia, grazie a lezioni di propedeutica ritmica e di analisi di canzoni applicate ai movimenti del corpo e su strumenti musicali (strumenti a corda o a percussione).
La metodologia elaborata, unica nel panorama nazionale, applica l'indipendenza ritmica dei quattro arti, la stessa richiesta ai batteristi, per migliorare stile ed efficienza energetica della nuotata.
I ritmi, le organizzazioni e le invenzioni sonore assumono, così, il significato di rappresentazioni simboliche delle esperienze della vita affettiva e senso-motoria.
I benefici dell’attività natatoria ricadono anche a livello psico-sociale. L’apprendimento, e lo sviluppo di quel potenziale residuo delle varie aree del cervello (emotivo-affettiva, relazionale, motoria ecc) possono essere sottoposte ad un maggior lavoro, aumentando così di conseguenza quello che nella piramide di Maslow viene definita autorealizzazione e autostima.
A questi vantaggi, si aggiungono quelli derivanti dall’utilizzo della musica in ambiente acquatico: attivazione aree subcorticali collegate all’attenzione, alla semantica e alla sintassi musicale, alla memoria, alle funzioni motorie, attivazione regioni emotive limbiche e paralimbiche.
Nel dialogo sonoro (nella comunicazione non verbale) i gesti dell’uno vengono ripresi da quelli dell’altro, c’è rispecchiamento nella postura, nel tono, nel tempo ― ritmo, c’è empatia (emozione condivisa), frutto di ascolto e calibrazione reciproca (attenzione ai segnali dell’altro), c’è produzione di novità nella concatenazione degli scambi, assenza di stereotipie e ripetizione ossessiva; c’è la condivisione di un progetto espressivo (sul versante esterno) e autoesplorativo (sul versante interno).

Ogni atleta ha attitudini e intenzioni ritmiche diverse, per cui costruire una musica che vada bene per ogni atleta servirà a valutare la sua tecnica semplicemente ascoltandola e abbinandola ai gesti riprodotti dall'atleta.

Il progetto mira nell’ambito della disciplina del nuoto, sia di carattere inclusivo che agonistico, a sperimentare attività natatorie nell’ambito del Comune di Sassari, che abbiano come finalità la diffusione della metodologia Swim'n'Swing, una didattica fortemente innovativa e sperimentale, inedita nel panorama regionale e nazionale.
Per il raggiungimento delle sue finalità, il progetto farà leva su questi elementi:
Item 1- nuotare su pattern musicali estrapolati dalla musica classica , dal jazz e dal pop, può favorire un'interpretazione motoria degli stessi, dando all'atleta la possibilità di muoversi in acqua mostrando caratteristiche diverse a seconda del brano ascoltato.
Item 2- la musica non è ovviamente solo emozione e arte ma può essere quantificata in termini numerici: tempi pari(4/4) e tempi dispari(7/4,11/8 ecc).
Valutare le nuotate da un punto di vista didattico-scientifico può essere interessante per capire se le performance degli atleti possono arricchirsi in termini tecnici. Sarà di rilevanza strategica individuare le modalità con cui musicoterapeuti, allenatori e ingegneri biomeccanici possano interagire per incrociare i loro dati al fine di monitorare la tecnica , risultati cronometrici e metronomici.
Un'altra attività di monitoraggio sarà quella dell'analisi ritmica e metronomica di atleti emergenti.
Si studieranno le caratteristiche musicali degli atleti e si comporranno, in base ai loro schemi motori, dei brani che rappresentino le loro performance (con eventuali errori). Successivamente in un lavoro d'équipe, i brani verranno arrangiati per tradurre con parametri musicali la nuotata ideale dell'atleta, la musicalità e l'armonia o la disarmonia dei movimenti suggeriranno ai tecnici le strategie da adottare per migliorare il gesto tecnico. Tutto questo lavoro sarà ovviamente svolto con l'aiuto di video professionali sui quali lavorare.
Le figure professionali coinvolte saranno coinvolte nella realizzazione di piattaforme didattiche dove disabili e non disabili suonino e nuotino insieme per curare la tecnica dei 4 stili.
Sarà particolarmente interessante capire come nuotatori,allenatori,musicisti,istruttori paraolimpici,educatori, psicomotricisti, possano interagire tra loro per dare all'acqua e alla musica un ruolo determinante, per far emergere nuotatori con capacità e attitudini diverse.
Un altro punto sicuramente interessante da affrontare sarà quello di comporre e arrangiare musiche da abbinare agli atleti per valutare insieme al loro allenatore e all'ingegnere di biomeccanica eventuali punti di debolezza della tecnica.
Ogni atleta ha attitudini e intenzioni ritmiche diverse, per cui costruire una musica che vada bene per ogni atleta servirà a valutare la sua tecnica semplicemente ascoltandola e abbinandola ai gesti riprodotti dall'atleta.
Sarà necessario fare un lavoro accurato e preciso nella registrazione di cellule ritmiche godibili e personali e aspettare nel tempo feedback significativi.

L’EndasForm Sardegna onlus

L’EndasForm Sardegna onlus è un Ente del Terzo Settore, impegnato nella progettazione e realizzazione di interventi di natura formativa in tutto il territorio del Nord Sardegna, destinati a un vasto numero di soci.
L’EndasForm Sardegna onlus ha promosso negli anni, dalla sua costituzione, numerose attività culturali, ambientali, ricreative, turistiche, assistenziali, di prevenzione sanitaria, sociale e sportiva. L’Associazione ha attivato rapporti e convenzioni con Enti pubblici, nonché ha collaborato con essi per lo svolgimento di progetti destinati alla realizzazione di manifestazioni e iniziative culturali, sportive, folkloristiche e ricreative.
È la costola per le attività di formazione e ala realizzazione di progetti a forte carattere sperimentale, dell’Endas Sardegna, Ente di promozione sportiva riconosciuto dal CONI e Associazione di promozione sociale riconosciuta dal Ministero delle Politiche sociali. E' un’organizzazione che conta a livello regionale oltre 40.0000 soci, e che attraverso le sue diramazioni provinciali (Comitati) ed affiliate collabora stabilmente, a dimensionale regionale, nazionale e comunitaria, con Istituzioni e Organizzazioni nazionali ed europee, anche grazie alle attività di progettazione che cura attraverso i programmi locali, regionali, nazionali ed europei.
Attraverso le sue attività istituzionali e i progetti attivi, tesi al conseguimento di finalità di valenza collettiva, espletate nei settori sociale, socio-sanitario, educativo, ambientale, culturale e sportivo e ricreativo, volte a rafforzare l’individuo, il suo senso di appartenenza ad un contesto, il pieno dispiegarsi delle sue capacità, contribuisce a sviluppare il capitale sociale nei territori.